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venerdì, 09 marzo 2007

"Giovani per l'Unione": è nato il Tavolo

Il panorama giovanile goriziano si arricchisce di una nuova realtà. È nato infatti il “Tavolo dei Giovani per l’Unione”, un’iniziativa promossa da Giovani della Margherita, Sinistra Giovanile (organizzazione affiliata ai Ds), Giovani Comunisti, Federazione dei Giovani Socialisti e Italia dei Valori Giovani, volta a coinvolgere gli aderenti a queste formazioni, nonché tutte le ragazze ed i ragazzi non iscritti ma che si riconoscono nell’area politica del centrosinistra.
Con il primo incontro, lo scorso mercoledì 7 marzo, i giovani dell’Unione hanno cominciato a confrontarsi a tutto tondo esaminando tematiche ed argomenti che interessano la vita dei giovani di Gorizia. Molto spesso il mondo della politica viene visto come lontano dalle nuove generazioni, che troppo spesso si sentono estranee alle istituzioni ed ai partiti.
Proprio per questo gli incontri del “Tavolo dei Giovani per l’Unione”, con cadenza settimanale, si concentreranno ad affrontare i temi del quotidiano, quelli su cui le istituzioni più vicine al cittadino, in primo luogo il comune, possono davvero incidere, accogliendo le proposte che verranno elaborate e sintetizzate dai ragazzi del centrosinistra.
L’iniziativa proseguirà nei prossimi mesi anche attraverso delle occasioni pubbliche di confronto, elaborazione ed analisi sul futuro dei giovani nella città di Gorizia.

Giovani della Margherita – Circolo di Gorizia
Sinistra Giovanile – Sezione di Gorizia
Giovani Comunisti – Circolo Prc di Gorizia
Federazione dei Giovani Socialisti di Gorizia
Italia dei Valori Giovani – Gorizia


postato da: gdmgorizia alle ore 17:58 | link | commenti
categorie: elezioni, circolo di gorizia
venerdì, 02 febbraio 2007

Non basta “largo ai giovani”. Occorre una nuova mentalità

di Stefano de Fabris

Portavoce cittadino dei GdM Gorizia

La sfida generazionale segnerà i destini a livello globale nel volgere di pochi decenni. Il confronto sarà sempre lo stesso, fra chi avanza e chi si difende. E il primo aspetto che colpisce profondamente confrontando i paesi industrializzati con quelli emergenti è quanto siano “giovani” i popoli del sud del mondo, rispetto ad un occidente agiato e sempre più “vecchio”. Mai quanto oggi è evidente questo scarto che condizionerà, in pieno, la vita di chi ha oggi venti-trent’anni nonché dei più giovani.
Chi saranno i protagonisti di questa competizione ce lo dice ormai la cronaca: fra tutti Cina e India. Due modelli diversi, che si contenderanno nei prossimi decenni il primato con l’attuale, solitaria superpotenza, gli Stati Uniti. Un confronto che a breve sembra privilegiare il “gigante rosso”: crescita del Pil, competitività sfrenata, primati nella produttività e nell’attrazione di capitali stranieri. Ma che nel volgere di qualche decennio potrebbe consegnare la palma dell’egemonia economica mondiale all’altro protagonista d’oriente: l’India, oggi il più grande paese democratico al mondo.
Il subcontinente è infatti una democrazia che niente ha da invidiare alla nostra: un sistema parlamentare collaudato, governi che si alternano senza sussulti, libertà civili (forse più spesso a parole che nei fatti) garantite. Lo stesso sistema economico e produttivo risente di questa impostazione. E il segreto, secondo demografi ed economisti, è la mancata coercizione sulle nascite praticata invece in Cina. «Oggi l’India ha 200 milioni di giovani fra i 15 e i 24 anni di età, cioè più dell'intera popolazione del Brasile – dice il demografo dell’università di Harvard, David Bloom – e il 70% dei suoi abitanti hanno meno di 35 anni». «Siamo esattamente complementari ai vostri paesi ricchi – commenta il presidente degli industriali indiani Seshasayee – perché abbiamo la risorsa che a voi mancherà di più: una sovrabbondanza di giovani competitivi, motivati, entusiasti e pieni di fiducia nel futuro».
Non si tratta di falso ottimismo, i numeri già oggi parlano chiaro: il Politecnico di Nuova Delhi sforna ingegneri del tutto paragonabili a quelli Italiani, quanto a quantità e livello di conoscenze e tecnologie. Prova di questo è la volontà dell’Alcatel (azienda di telecomunicazioni che detiene il 60% del mercato mondiale nel campo degli apparati di telefonia fissa) di prendere in considerazione di delocalizzare il proprio centro di ricerca da Vimercate (MI) in India. Per questo motivo il modello di sviluppo indiano è certamente “più pericoloso” – perché più concorrenziale – di quello cinese (che difetta di qualità, tutele e verifiche), ma allo stesso tempo “meno pericoloso” perchè basato su un sistema di valori democratici. Se a questo aggiungiamo la preferenza di Delhi a rapportarsi all’esempio europeo piuttosto che a quello Usa, potremmo davvero affermare che l’India tra venti anni sarà come la Romania oggi. Se aggiungiamo a questo i dati del rapporto Eurispes 2006, i quali indicano che l’Italia è il paese europeo dove si investe meno in ricerca e in cui i giovani hanno sempre minor intesse per la cultura tecnico-scientifica, si ha l’idea del quadro desolante in cui si trova il nostro paese.
Ma che risposta può offrire il sistema Italia, e nel piccolo la nostra realtà isontina, ad una sfida generazionale di tali proporzioni? Noi, parte della regione Friuli Venezia Giulia che da sola detiene il triste primato di più bassa natalità e di maggiore invecchiamento della popolazione a livello mondiale? Di sicuro questi cambiamenti non potranno essere gestiti dai “vecchi arnesi” dell’apparato burocratico-economico-politico che troppo spesso emergono o riemergono sulla scena. Noi ci fidiamo dei “vecchi” (vedi il nostro parlamento, specie il senato), mentre per l’Italia sembrano lontani i casi del laburista Tony Blair o del conservatore David Cameron, leader a trent’anni.
Occorre una vera svolta dettata dalle nuove generazioni. I partiti, e la Margherita in particolare, devono promuovere e non bloccare il rinnovamento. Non possiamo credere che Enrico Letta o Matteo Renzi, il presidente della provincia di Firenze eletto a ventinove anni, rimangano casi isolati.
Ma ancor di più sentiamo il bisogno di un cambio mentalità. “Finti” giovani, che pensano come i gerontocrati che li hanno formati e cullati per crescerli come “cloni”, non possono rappresentare il domani.
E tutto questo ce lo ricorda l’India.


postato da: gdmgorizia alle ore 15:37 | link | commenti (2)
categorie: ambiente, circolo di gorizia
martedì, 19 dicembre 2006

Festa dei GdM

I GdM COMPIONO DUE ANNI!!...

...e ci troviamo per scambiarci gli auguri

per un nuovo anno

di passione, appuntamenti e amicizia...

 

Appuntamento per la festa

Venerdì 29 dicembre ore 19,00

Bar Torino - Corso Italia 80 Gorizia

 

Ti aspetto!!

Riccardo


postato da: gdmgorizia alle ore 09:13 | link | commenti
categorie: circolo di gorizia, coordinamento provinciale
lunedì, 06 novembre 2006

I Giovani della Margherita rimangono nel centrosinistra!

Con riferimento all’articolo di analisi di Patrizia Artico sul “Messaggero” di domenica 5 novembre, desidero comunicare quanto segue:

I Giovani della Margherita della città di Gorizia si collocano saldamente con la Margherita e dentro il centrosinistra. Di presunte “uscite” dal partito, per qualsiasi motivo anche locale, non solo ribadisco che non ne abbiamo mai discusso in seno al circolo, ma credo anche che sia un’ipotesi totalmente lontana dalla nostra prospettiva.
I Giovani della Margherita, infatti, sono nati con un obiettivo di medio termine: quello di formare e far crescere la futura classe dirigente per Gorizia e il suo territorio, che discute, si informa ed è aperta al confronto. Per questo ci troviamo a nostro perfetto agio sia in ottica nazionale, in cui il Presidente Rutelli sta lavorando insieme ai DS per la nascita del Partito Democratico, sia col livello regionale, con cui i giovani goriziani stanno collaborando attivamente.
Della stessa opinione è il nostro coordinatore provinciale, Riccardo Cecovini: con lui sono d’accordo nel ritenere che negli ultimi mesi i cittadini goriziani siano sempre più disorientati dalla strumentale polemica sulle primarie, che ignora totalmente i reali bisogni della città.
Vorrei che si parlasse di più dell’urbanistica, del traffico, dei problemi ambientali, delle necessità dei tanti universitari che abitano a Gorizia. Questi sono le questioni che stanno a cuore ai giovani, e non le ambizioni personali di chi utilizza la visibilità offerta dalla stampa solo per creare divisioni e contrapposizioni contro il resto del centrosinistra.
Se poi l’obbiettivo fosse davvero quello di spaccare il partito per poi lanciare l’ennesima lista “civica” al centro, si sappia sin da subito che i Giovani della Margherita lavorano per l’unità e non sono e non saranno mai disponibili per tali avventure che fanno solo il gioco del centrodestra.

Il portavoce del circolo cittadino dei
Giovani della
Margherita di Gorizia
Stefano de Fabris


postato da: gdmgorizia alle ore 14:48 | link | commenti
categorie: circolo di gorizia
mercoledì, 20 settembre 2006

E i Giovani della Margherita si rivolgono a Rutelli

Intanto si “consuma” un nuovo scontro all’interno della Margherita. Il coordinatore provinciale dei giovani del partito, Riccardo Cecovini, insieme al portavoce del circolo comunale G.d.M., Stefano de Fabris, sferrano un attacco contro il segretario comunale Luigi Caporosso Sansone, chiedendo un intervento dei vertici nazionali e regionali del partito.
«Abbiamo letto con preoccupazione le dichiarazioni di Capogrosso Sansone che, evidentemente, mira a regolare vecchi conti piuttosto che scommettere sul futuro del centrosinistra a Gorizia - affermano -. E tutto ciò è tanto più paradossale in un momento in cui la Margherita è incamminata con convinzione, assieme alle altre forze dell’Ulivo, verso il progetto del Partito democratico».
A questo propostio Cecovini e de Fabris ricordano che «Rutelli e Fassino hanno lanciato la sfida a Caorle, durante la festa della Margherita: il Friuli Venezia Giulia come avanguardia e laboratorio di questo progetto a livello nazionale. Non a caso - sottolineano - con la vittoria di Brancati a Gorizia si è aperta una stagione di successi per il centro-sinistra, in Regione, in Europa e infine alle Politiche con Romano Prodi, che da presidente della Commissione europea ha festeggiato l’allargamento assieme ai sindaci di Gorizia e Nuova Gorizia. Ci chiediamo - attaccano - se Capogrosso vuole gettare tutto questo alle ortiche».
Ecco quindi che parte un appello a Francesco Rutelli e ai leader regionali del partito. «Come giovani siamo preoccupati per una deriva che ignora il sentire degli iscritti e degli elettori della Margherita - insistono - e che porterebbe, se non smentita, alla fine della coalizione e alla certa sconfitta. Per questo - concludono - ci rivolgiamo ai responsabili regionali e nazionali della Margherita: il 2007 è vicino e occorre chiarezza per rivendicare i tanti buoni risultati di anni di amministrazione a Gorizia. Assieme a tutta la coalizione che lo sta già facendo». (p.a.)

(dal Messaggero Veneto di oggi, pag. 2) allegati: articolo 1 articolo 2


postato da: gdmgorizia alle ore 19:04 | link | commenti
categorie: circolo di gorizia, coordinamento provinciale