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venerdì, 02 febbraio 2007

Non basta “largo ai giovani”. Occorre una nuova mentalità

di Stefano de Fabris

Portavoce cittadino dei GdM Gorizia

La sfida generazionale segnerà i destini a livello globale nel volgere di pochi decenni. Il confronto sarà sempre lo stesso, fra chi avanza e chi si difende. E il primo aspetto che colpisce profondamente confrontando i paesi industrializzati con quelli emergenti è quanto siano “giovani” i popoli del sud del mondo, rispetto ad un occidente agiato e sempre più “vecchio”. Mai quanto oggi è evidente questo scarto che condizionerà, in pieno, la vita di chi ha oggi venti-trent’anni nonché dei più giovani.
Chi saranno i protagonisti di questa competizione ce lo dice ormai la cronaca: fra tutti Cina e India. Due modelli diversi, che si contenderanno nei prossimi decenni il primato con l’attuale, solitaria superpotenza, gli Stati Uniti. Un confronto che a breve sembra privilegiare il “gigante rosso”: crescita del Pil, competitività sfrenata, primati nella produttività e nell’attrazione di capitali stranieri. Ma che nel volgere di qualche decennio potrebbe consegnare la palma dell’egemonia economica mondiale all’altro protagonista d’oriente: l’India, oggi il più grande paese democratico al mondo.
Il subcontinente è infatti una democrazia che niente ha da invidiare alla nostra: un sistema parlamentare collaudato, governi che si alternano senza sussulti, libertà civili (forse più spesso a parole che nei fatti) garantite. Lo stesso sistema economico e produttivo risente di questa impostazione. E il segreto, secondo demografi ed economisti, è la mancata coercizione sulle nascite praticata invece in Cina. «Oggi l’India ha 200 milioni di giovani fra i 15 e i 24 anni di età, cioè più dell'intera popolazione del Brasile – dice il demografo dell’università di Harvard, David Bloom – e il 70% dei suoi abitanti hanno meno di 35 anni». «Siamo esattamente complementari ai vostri paesi ricchi – commenta il presidente degli industriali indiani Seshasayee – perché abbiamo la risorsa che a voi mancherà di più: una sovrabbondanza di giovani competitivi, motivati, entusiasti e pieni di fiducia nel futuro».
Non si tratta di falso ottimismo, i numeri già oggi parlano chiaro: il Politecnico di Nuova Delhi sforna ingegneri del tutto paragonabili a quelli Italiani, quanto a quantità e livello di conoscenze e tecnologie. Prova di questo è la volontà dell’Alcatel (azienda di telecomunicazioni che detiene il 60% del mercato mondiale nel campo degli apparati di telefonia fissa) di prendere in considerazione di delocalizzare il proprio centro di ricerca da Vimercate (MI) in India. Per questo motivo il modello di sviluppo indiano è certamente “più pericoloso” – perché più concorrenziale – di quello cinese (che difetta di qualità, tutele e verifiche), ma allo stesso tempo “meno pericoloso” perchè basato su un sistema di valori democratici. Se a questo aggiungiamo la preferenza di Delhi a rapportarsi all’esempio europeo piuttosto che a quello Usa, potremmo davvero affermare che l’India tra venti anni sarà come la Romania oggi. Se aggiungiamo a questo i dati del rapporto Eurispes 2006, i quali indicano che l’Italia è il paese europeo dove si investe meno in ricerca e in cui i giovani hanno sempre minor intesse per la cultura tecnico-scientifica, si ha l’idea del quadro desolante in cui si trova il nostro paese.
Ma che risposta può offrire il sistema Italia, e nel piccolo la nostra realtà isontina, ad una sfida generazionale di tali proporzioni? Noi, parte della regione Friuli Venezia Giulia che da sola detiene il triste primato di più bassa natalità e di maggiore invecchiamento della popolazione a livello mondiale? Di sicuro questi cambiamenti non potranno essere gestiti dai “vecchi arnesi” dell’apparato burocratico-economico-politico che troppo spesso emergono o riemergono sulla scena. Noi ci fidiamo dei “vecchi” (vedi il nostro parlamento, specie il senato), mentre per l’Italia sembrano lontani i casi del laburista Tony Blair o del conservatore David Cameron, leader a trent’anni.
Occorre una vera svolta dettata dalle nuove generazioni. I partiti, e la Margherita in particolare, devono promuovere e non bloccare il rinnovamento. Non possiamo credere che Enrico Letta o Matteo Renzi, il presidente della provincia di Firenze eletto a ventinove anni, rimangano casi isolati.
Ma ancor di più sentiamo il bisogno di un cambio mentalità. “Finti” giovani, che pensano come i gerontocrati che li hanno formati e cullati per crescerli come “cloni”, non possono rappresentare il domani.
E tutto questo ce lo ricorda l’India.


postato da: gdmgorizia alle ore 15:37 | link | commenti (2)
categorie: ambiente, circolo di gorizia
venerdì, 24 novembre 2006

Cinghialodromi, inutili crudeltà contro gli animali

Margherita goriziana contro la giunta regionale. A far scattare la presa di posizione critica nei confronti dell'esecutivo retto dal governatore Riccardo Illy è il dissenso espresso in un ordine del giorno dagli esponenti della Margherita Mario Delneri e Stefano Podlipnik, a proposito dei contenuti della recente delibera con la quale la giunta regionale ha dettato le norme di realizzazione e di funzionamento delle zone cinofile di addestramento dei cani da caccia per il cinghiale.

Nel documento presentato da Delneri e Podlipnik, nato dalla sensibilità del gruppo Giovani della Margherita e in particolare del coordinatore provinciale Riccardo Cecovini, si «esprime sconcerto per i contenuti della delibera approvata dalla giunta regionale nella convinzione che la caccia al cinghiale con i segugi sia uno strumento privo di serie motivazioni in quanto non idoneo a risolvere il problema della proliferazione della specie».

Problema, quello della diffusione degli irsuti suini selvatici che, come noto, affligge da tempo a Gorizia le zone di Piedimonte, Piuma San Mauro e Oslavia, Lucinico, nonché l’area di San Floriano del Collio. Secondo gli autori dell’ordine del giorno, lo strumento delle zone cinofile di addestramento dei cani da caccia per il cinghiale è inutile al fine del contenimento della specie, richiede misure di protezione e sicurezza specifiche con la realizzazione di infrastrutture complesse.

A suscitare la contrarietà degli esponenti della Margherita rispetto alla decisione dell’amministrazione regionale sono anche e soprattutto riflessioni riguardanti la tutela degli animali. Nell’ordine del giorno si fa riferimento ai «rischi di incidenti nei confronti anche dei cani e delle sofferenze che l’addestramento comporterebbe per i cinghiali, sofferenze già esplicitamente preventivate dalla delibera stessa che prevede la sostituzione di quei cinghiali che presentino segni di disturbi comportamentali» e si afferma che quanto disposto dalla Regione apparirebbe addirittura in contrasto con la legge, e in particolare con l’articolo 544bis del codice penale, che punisce con la reclusione chiunque per crudeltà o senza necessità cagiona la morte di un animale.

Allo stesso modo, sempre secondo gli esponenti della Margherita, la delibera della giunta Illy cozza con il regolamento comunale per la tutela e il benessere degli animali che vieta di mettere in atto comportamenti, anche se a fine di addestramento, lesivi nei confronti degli animali stessi.

(Da Il Messaggero Veneto del 22.11.2006)


postato da: gdmgorizia alle ore 10:18 | link | commenti
categorie: ambiente
sabato, 11 novembre 2006

Isonzo: un unico “bacino” tra Italia e Slovenia per risolvere i problemi

«Occorre osservare l’Isonzo con occhi nuovi, perché un fiume è diretta conseguenza del suo territorio». Ospite dei Giovani della Margherita di Gorizia, il biologo Giuseppe Moro ha tenuto una serata di dibattito su uno dei temi più “caldi” della realtà provinciale. Ma non solo. Moro ha invitato a ragionare sempre più in termini di “bacino”, di quella vasta area, cioè, che va dalla Val Trenta, alle pendici del Monte Tricorno, sino alla foce dell’Isonzo e alla laguna di Grado. «Se infatti – ha sottolineato il dott. Moro, idrobiologo presso il Centro di Ecologia teorica ed applicata – alla spiaggia di Grado manca ogni anno sempre più sabbia, ciò è dovuto alla mancanza di inerti trascinati dal fiume, oggi bloccato da ben tre dighe in Slovenia e due in territorio italiano». Ma questo non è che uno degli aspetti che un fiume importante, dal punto di vista ambientale ma anche economico, come l’Isonzo presenta per il suo territorio.
«La fonte idroelettrica produce ormai solo una piccolissima parte dell’energia che consuma la nostra regione, pur avendo alterato la morfologia e la portata di tutti i maggiori corsi d’acqua. E anche l’Isonzo, quotidianamente, vede le sue piccole ed improvvise piene, rilasciate dalle dighe a monte, scaricarsi sui ponti e sui manufatti collocati a valle. Strutture fatte per reggere a cinque o sei “colpi” all’anno sono sottoposte a piccoli, ma continui, stress ogni giorno». Un problema oggi invisibile, ma che se non gestito tempestivamente continuerà a crescere nel tempo. Una battuta, invece, sullo stato di salute del torrente Corno: «Al Giro d’Italia, con tutta l’emoglobina che gli abbiamo trovato, verrebbe “squalificato” dopo centro metri». Chiaro il riferimento agli scarichi del macello di oltre confine, ma non solo, degli innumerevoli quanto poco conosciuti condotti cittadini che, presenti sin dal Medioevo, riversano i loro liquami nell’affluente dell’Isonzo.
Come ha ricordato il moderatore della serata, Stefano de Fabris (responsabile provinciale “ambiente” dei Giovani della Margherita), «tutto ciò deve spronarci ad affrontare i problemi in un’ottica più europea, perché senza collaborazione tra i due stati si continuerebbe a rinviare senza risolvere». Federico Vidic ha sollecitato, inoltre, a «cercare gli interessi in comune tra Italia e Slovenia, in termini di conoscenze e di scambio di informazioni, perché l’ambiente di queste zone è un unico naturale territorio, e le conseguenze degli atti degli uni si ripercuotono, presto o tardi, sugli altri. Bisogna quindi integrare – ha concluso – maggiore ricerca con l’iniziativa degli enti locali e soprattutto della Regione, e dare quindi agli studiosi le risorse necessarie a lavorare con profitto su queste tematiche».


postato da: gdmgorizia alle ore 16:07 | link | commenti
categorie: ambiente, coordinamento provinciale
martedì, 07 novembre 2006

Isonzo: un fiume, due paesi

I Giovani della Margherita di Gorizia organizzano un incontro-dibattito aperto a tutti sul tema:

ISONZO: UN FIUME, DUE PAESI
Come conciliare tutela ambientale e sviluppo sostenibile, tra dighe, inquinamento e parchi naturali

Interviene:
dott. Giuseppe Moro
idrobiologo e collaboratore dell’Ente Regionale di Tutela Pesca e del Centro di Ecologia Teorica ed Applicata C.E.T.A. di Gorizia

Modera:
Stefano de Fabris
responsabile provinciale “ambiente” dei G.d.M.

Venerdì 10 novembre 2006 Ore 20.45
Sede Provinciale della Margherita: Viale D’Annunzio, 15 – Gorizia


Info: Riccardo Cecovini, Coordinatore provinciale G.d.M. Gorizia

invito in allegato


postato da: gdmgorizia alle ore 19:46 | link | commenti
categorie: ambiente
martedì, 20 giugno 2006

Venerdì 23/6 ore 21 incontro sull'ambiente

Ciao a tutti!
Gli impegni che ci hanno coinvolto in questi giorni per promuovere il “NO” al referendum sulla riforma costituzionale sono stati un’utile occasione per confrontarci nel territorio e sensibilizzare le persone a questo importante avvenimento della vita politica nazionale.
Ora, però, è finalmente venuta l’occasione per ritrovarci di nuovo a discutere dei temi più importanti per la nostra Provincia: abbiamo chiesto all’amico Francesco Portelli di mettere a disposizione la sua professionalità di agronomo ed esperto ambientale per un incontro sul tema:
“Ecosistema-provincia” e impatto ambientale:
come il territorio reagisce alla presenza dell’uomo.
Vogliamo introdurre un approccio originale al tema “ambiente”, ragionando sulla pluralità degli ecosistemi nell’Isontino (dalla laguna al Carso, dal fiume al Collio alla pianura) sui quali intervengono la gestione infrastrutturale e la pianificazione territoriale.
L’appuntamento è per VENERDÌ 23 GIUGNO ORE 21
presso la Margherita di Gorizia (Viale D’Annunzio, 15).
           
A presto,
 
                        Riccardo Cecovini
                        coordinatore provinciale GdM Gorizia

postato da: gdmgorizia alle ore 10:44 | link | commenti
categorie: ambiente, coordinamento provinciale