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domenica, 15 luglio 2007

I giovani bussano. Il PD risponde?

Siamo un gruppo di giovani tra i 16 e i 29 anni che negli ultimi tre anni ha voluto dedicare tempo, passione ed energie per la comunità della nostra Provincia.
Con questo spirito abbiamo formato il gruppo dei Giovani della Margherita, ed ora ci lanciamo con entusiasmo nella costruzione del nuovo Partito Democratico… Vorremmo però farlo da giovani, uscendo da certi schemi che rischiano di “ingessare” e di “frenare” una novità che ha senso solo se diventerà il vero motore di cambiamento per il Paese.
Per questo proviamo a proporre qualche spunto, qualche idea per fare la nostra parte per il Partito Democratico che sta nascendo:

1) partecipazione – il nuovo Partito deve essere lo strumento di più ampia e consapevole partecipazione dei cittadini alla discussione e all’adozione delle scelte pubbliche;
2) trasparenza – il nuovo Partito deve garantire procedure decisionali e operative trasparenti ed accessibili agli iscritti e ai cittadini;
3) sussidiarietà – il nuovo Partito deve assumere le proprie decisioni al livello più prossimo ai problemi in questione, coinvolgendo quanto più possibile i cittadini;
4) formazione – il nuovo Partito deve interessarsi prioritariamente ai giovani e a tutti i cittadini che desiderano impegnarsi nella vita politica, promuovendo corsi ed occasioni di formazione di una nuova e preparata classe dirigente;
5) merito – il nuovo Partito deve rompere le vecchie “logiche” delle amicizie e delle clientele: solo premiando chi merita, si impegna e rischia del proprio si potrà ridare vita alle forze politiche e rimettere in moto l’Italia;
6) libertà di coscienza – il nuovo Partito deve valorizzare e rispettare le diverse opinioni, sensibilità ed esperienze, anche riguardo alle tematiche eticamente sensibili, portate dai cittadini che si incontreranno nel PD;
7) autonomia – nel nuovo Partito i giovani devono organizzarsi in maniera autonoma e responsabile, senza condizionamenti “dall’alto”, dandosi l’organizzazione e la scaletta che ritengono più opportuna per crescere e rendersi utili alla società;
8) servizio – il nuovo Partito deve essere uno strumento per la comunità e non un fine per garantire rendite di posizione personali;
9) solidarietà – il nuovo Partito deve impegnarsi al massimo a ridurre le disparità tra i deboli e forti, i poveri e ricchi, gli emarginati e gli integrati;
10) amicizia – nel nuovo Partito si deve trovare una vera sintesi e unione di intenti, per far trionfare la ricerca del bene comune, della nostra comunità locale, del Paese, dell’Europa e di un Pianeta Terra sempre più integrato e interdipendente.

Queste sono le dieci parole che proponiamo a tutti, giovani e meno giovani, per metterci a costruire insieme un nuovo progetto di società, di politica e di impegno insieme.

I Giovani della Margherita della Provincia di Gorizia

(adottato il 13 luglio 2007)


postato da: gdmgorizia alle ore 09:46 | link | commenti (2)
categorie: partito democratico

Commenti
#1    12 Agosto 2007 - 12:13
 
Il giornalista romano ha rinunciato in extremis alla candidatura

Antonello De Pierro non correrà più per la guida del Partito Democratico
Il direttore di Italymedia.it e storico conduttore di Radio Roma, oltre che leader del movimento “L’Italia dei diritti”, aveva deciso di candidarsi, ma come si apprende dal coordinatore nazionale del movimento stesso Dario Domenici, è stato costretto a ritirarsi per motivi personali


Aveva accettato di candidarsi per le Primarie del 14 ottobre 2007, per concorrere alla carica di segretario nazionale del Partito Democratico, dopo che da più parti gli erano giunte richieste in tal senso, e, sostenuto da più associazioni e gruppi, oltre naturalmente che dal movimento per i diritti dei cittadini “L’Italia dei diritti”, di cui è presidente, aveva avviato in tutta la penisola la raccolta delle firme necessarie da consegnare entro il termine fissato, per accedere all’elenco degli aspiranti. In extremis però il popolare giornalista Antonello De Pierro, direttore di Italymedia.it http://www.italymedia.it e voce storica dell’emittente radiofonica Radio Roma, giannizzero di tante battaglie in campo sociale, sempre per tutelare i diritti dei più deboli, schierato contro l’arroganza dei potenti e la corruzione dilagante di settori deviati delle istituzioni, per motivi personali ha rinunciato a candidarsi. E’ quanto è stato reso noto dal coordinatore nazionale del movimento “L’Italia dei diritti” Dario Domenici, che non ha specificato il motivo della defezione, che come già accennato risalirebbe a motivi prettamente personali. Sembra che la decisione di De Pierro di concorrere alla carica per cui sono candidati Walter Veltroni, Furio Colombo, Enrico Letta, Rosy Bindi, Mario Adinolfi ed altri, sia scaturita dalla necessità soggettiva di apportare una ventata di forte coinvolgimento sociale in una classe politica ormai impopolare, e sempre fedele al suo motto, ripescato nell’archivio geniale di Cesare Pavese “Non bisogna andare incontro al popolo, ma essere popolo”. Ed è proprio ciò che il giornalista romano ha da sempre fatto, dalle pagine dei giornali diretti, dalle frequenze radiofoniche, ma soprattutto grazie all’indole solidale che lo caratterizza, facendosi carico di problemi che nella maggior parte dei casi, con l’impegno, la caparbietà e la forza mediatica ha brillantemente risolto, rivendicando la sua indipendenza e non preoccupandosi giammai di potersi mettere contro i cosiddetti potenti. Spesso ha pagato anche sulla propria pelle le omissioni e le falsificazioni clamorose a livello istituzionale, e successivamente le ritorsioni, solo, in virtù del suo innato senso di giustizia, per aver tentato di far rispettare dei sacrosanti diritti, che nelle circostanze erano stati spudoratamente calpestati. Italymedia.it è da sempre un portale di informazione libera che denuncia tutto il marcio che riesce a smascherare, in maniera politicamente trasversale, la giustizia e i diritti non hanno colore, anche perché è pura retorica, peraltro piuttosto patetica la convinzione che le ingiustizie e i soprusi siano peculiarità di questa o di quella classe politica. Dove esiste l’uomo c’è il pericolo di degenerazione morale, ed è dovere sacrosanto di chi si muove nella legalità denunciarlo, anche se ciò non sempre avviene, ed è un dato di fatto che spesso il delinquente è più forte dell’onesto, e muoversi nell’illecito è più agevole che addentrarsi nei vincoli che la codificazione legale impone.

Tra l’altro il giornalista e conduttore era considerato l’unico che avesse qualche improbabile e comunque inutile chance in più, di fronte a Superwalter, che dopo il grande consenso conquistato meritatamente alla guida dell’amministrazione capitolina, ha già in tasca la leadership del nascente Partito Democratico. I candidati Rosy Bindi ed Enrico Letta, facenti parte di un governo che ha fortemente deluso anche il suo stesso elettorato, non hanno alcuna speranza a cui aggrapparsi per ottenere l’ambita posizione di vertice. Il leader de “L’Italia dei diritti” comunque sosterrà Walter Veltroni, persona che ha dichiarato in più occasioni di stimare umanamente e politicamente da sempre e in cui ripone grande fiducia, ed ha annunciato che presto, “viste le pressioni della gente e dei fedeli lettori, ascoltatori e sostenitori, non potrà esimersi dall’affacciarsi sulla scena politica romana e nazionale, per ottenere uno strumento in più al fine di tutelare gli interessi di chi spesso non ha voce, in quanto soffocata dal potere e dall’arroganza di pochi eletti”, priorità diventata ormai una missione ed una ragione di vita.


utente anonimo

#2    15 Settembre 2007 - 18:13
 
Oh mio Dio siamo messi male se pensate che un uomo così contradditorio come Veltroni possa guidare il PD e l'Italia
utente anonimo

Commenti