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venerdì, 31 marzo 2006

Nelle Istituzioni, per la comunità: convegno a Gorizia

Circolo Giovani della Margherita di Gorizia

in collaborazione con: Centro Studi "Sen. A.Rizzatti" - "Nuova Iniziativa Isontina" - Circolo "Camillo Medeot" - Gruppo Consiliare della Margherita (Gorizia)

con il patrocinio del Comune di Gorizia e della Provincia di Gorizia

e con la collaborazione della Margherita Regionale, Provinciale e Comunale

Nelle Istituzioni,

per la comunità

Attualità e prospettive del Cattolicesimo Democratico nella Politica Italiana

- In ricordo di Ario Rupeni -

Gorizia

Sabato 1 Aprile 2006

ore 10.00 sala del Consiglio Comunale

PROGRAMMA

Ore 10.00

Introduzione dei rappresentanti degli organizzatori

A seguire interventi di:

Franco Brussa Consigliere Regionale

Giorgio Brandolin Presidente della Provincia di Gorizia

Vittorio Brancati Sindaco di Gorizia

Federico Portelli Presidente del Consiglio Comunale di Gorizia

Liviana Cechet Presidente del Consiglio Circoscrizionale Madonnina

Intervento finale: on. Rosy Bindi


postato da: gdmgorizia alle ore 14:37 | link | commenti
categorie: circolo di gorizia
domenica, 19 marzo 2006

I giovani riaprono il futuro di Trieste

Il Congresso G.d.M. sul treno elettorale della Margherita elegge coordinatore Salvatore Dore

Il saluto di Andrea Brandolisio che lascia dopo due anni e mezzo – Impegnati nella campagna per Ettore Rosato sindaco

 

Trieste, 18 marzo - I Giovani della Margherita di Trieste non mancano di stupire. Davvero un congresso sul treno non s’era ancora visto, ma è stata la “geniale” trovata dei ragazzi del capoluogo giuliano che ha saputo coniugare il momento assembleare con l’intensa campagna elettorale che li vede protagonisti a fianco di Ettore Rosato, candidato a sindaco di Trieste. Il congresso ha eletto come nuovo Coordinatore provinciale Salvatore Dore, 27 anni, anima del gruppo assieme all’uscente Andrea Brandolisio, che continuerà ad affiancarlo nell’Esecutivo provinciale che comprende anche Andrea Stell, Luca Bressan e Federico Martellozzo.
Per Salvatore è importante riaffermare che “il nostro approccio è quello di abbandonare le sterili polemiche per essere propositivi, stabilire un contatto con il territorio, a partire dai sindacati, dal mondo dell’associazionismo, fino a coinvolgere tutta la società, compresi gli immigrati che devono vedere riconosciuto il loro contributo con il diritto al voto”. Progettualità, obiettivi concreti, continuo dialogo: queste le parole chiave per i GdM di Trieste, che sostengono alle amministrative dei “candidati validissimi”, che faranno della città una “capitale della ricerca in grado di produrre lavoro”.
Il nuovo coordinatore ha poi indicato l’obiettivo principale del gruppo giovanile. “Iniettare nelle persone il “germe della partecipazione”, perché la gente capisca che con la politica non è una cosa astratta, ma un impegno che può dare fiducia a chi è convito di non farcela, che può motivare le persone valide, e che soprattutto fa ragionare su quello che ti accade attorno”.
Avanti con la ricerca e la cultura: a Trieste la maggior parte dei disoccupati è giovane, e la politica deve creare occupazione, “andando a riempire le zone vuote, puntando con la formazione ad avviare i giovani al lavoro in settori non ancora saturi”.
Università come centro di ricerca, che crea cultura. L’ente per il diritto allo studio deve avere come priorità la creazione di posti letto per gli studenti. “Occorre una sinergia fra Erdisu, comune di Trieste e regione Fvg per creare un’agenzia della casa che funga da mediatore tra proprietari e studenti che cercano un alloggio”.
“Abbiamo tante idee per rilanciare questa città – ha concluso Salvatore Dore –, ciò che serve è averle chiare e andare avanti, a tappe forzate, con il nostro progetto”.
La mattinata si era aperta con i saluti di Ettore Rosato, Walter Godina (Coordinatore prov. DL) e Gianluca Lioni (Vice presidente naz. GdM).
Andrea Brandolisio ha aperto il suo ultimo intervento da coordinatore con un audiovideo che ricorda le parole di Ciampi sulla “risorsa giovani” per il nostro Paese. “Chi crede nell’impegno dei giovani in politica? Non certo questo governo che ha demolito scuola e lavoro, con una riforma Moratti che distrugge la scuola tecnica e allunga inutilmente il percorso scolastico ritardando l’ingresso nel mondo del lavoro. Noi giovani – ha proseguito Brandolisio – abbiamo bisogno di reali possibilità lavorative, che restituiscano ai giovani la possibilità di progettare il proprio futuro. Favorire contratti che, come mi sta capitando personalmente, durino 20 giorni, viene incontro solo all’interesse delle aziende di ridurre i propri costi.” Andrea ha infine ricordato l’importanza dell’aggregazione giovanile nella città di Trieste: “Il sindaco Dipiazza ha relegato i giovani sull’altipiano carsico, lontano da ogni accesso e senza finanziamenti! Con Ettore Rosato vogliamo invece un vero coinvolgimento e il rilancio culturale della città”.
Importanti i contributi tematici che hanno arricchito il dibattito congressuale.
Matteo Russo ha ricordato che alla qualità dell’università italiana “la riforma del 3+2 è risultata negativa, sebbene stia centrando l’obiettivo di aumentare il numero di laureati, pagando però come prezzo il crollo del livello dei contenuti, specie nelle lauree specialistiche”. Un allarme comprovato dai 170mila laureati che non trovano lavoro o che lo trovano dove non è richiesta la laurea. “Noi universitari dobbiamo liberarci della “sindrome del pezzo di carta”. Le università dovrebbero competere sul libero mercato per raggiungere l’eccellenza, favorendo anche forme di mobilità per i docenti”.
Roberto Degrassi ha invece illustrato la proposta di Legge regionale sul “diritto di cittadinanza delle nuove generazioni attraverso il riconoscimento delle loro forme associative”, che vede per la regione un ruolo di indirizzo e programmazione, per trovare soluzioni sulla condizione giovanile, ingresso al mondo del lavoro, disagio sociale, associazionismo, aggregazione e coinvolgimento al dibattito, attraverso la costituzione del Forum Regionale dei Giovani.
Agli interventi di Renzo Faindinda, che ha ricordato i nessi vitali fra impegno nel volontariato sociale e quello in politica, e di Marco Toncelli che ha esaminato le ragioni della partecipazione politica dei giovani, si sono affiancati quelli di Sergio Lupieri (consigliere regionale e “socio onorario” del Circolo giovani), Silvano Magnelli (Presidente Erdisu), e Ivano Strizzolo (Vice coordinatore regionale DL), che ha sottolineato l’investimento della Margherita sulla risorsa giovani: “Il ritorno alla politica dipende dai giovani, che devono dare una prospettiva al recupero dell’impegno civile come servizio. Dobbiamo davvero ringraziare Andrea Brandolisio per la passione e i valori che ha testimoniato e con cui vogliamo alimentare il nostro impegno in politica”.


postato da: gdmgorizia alle ore 20:07 | link | commenti
categorie: giovani della margherita
giovedì, 16 marzo 2006

Gorizia: congresso provinciale il 20 maggio

Il comitato ristretto dei delegati si è riunito questa sera per discutere le prossime scadenze dei G.d.M. per la campagna elettorale e per il congresso. Sabato 1 aprile si terrà il convegno "Nelle Istituzioni, per la Comunità. Attualità e prospettive del Cattolicesimo democratico nella politica italiana", nell'anniversario della scomparsa di Ario Rupeni. Ulteriori iniziative seguiranno nei paesi a sostegno dei candidati alle elezioni comunali e provinciali.

E' stato inoltre indetto il Congresso provinciale dei Giovani della Margherita per Sabato 20 maggio 2006. Sarà stilato successivamente un calendario di iniziative preparatorie all'assise congressuale.


postato da: gdmgorizia alle ore 22:47 | link | commenti
categorie: congresso provinciale
martedì, 14 marzo 2006

Benvenuti in rete ai GdM dell'Emilia Romagna!

Un caldo benvenuto e un augurio agli amici dell'Emilia Romagna che da oggi hanno attivato il loro sito www.giovanimargherita.com


postato da: gdmgorizia alle ore 18:27 | link | commenti
categorie:
sabato, 11 marzo 2006

Io, candidato, testimone dell’islam laico

La campagna elettorale è iniziata da pochi giorni. Ogni campagna elettorale è un’esperienza nuova e particolare, e anche privilegiata; perché è uno dei pochi momenti della storia di una nazione, in cui il popolo si manifesta, si incarna nella storia. In questo caso fa il bilancio dei cinque anni del governo precedente, per andare verso una storia nuova, in cui spera e confida. E anche se, come ha lucidamente notato Franco Marini, la nuova legge elettorale spezza il rapporto diretto fra eletto ed elettorato, essa non potrà cambiare ciò che è insito in ogni consultazione, vale a dire il desiderio di cambiamento. Perché oggi, come mai prima, il cambiamento è legato al fatto che il nostro paese si trova a un bivio; e probabilmente, di fronte alla stagnazione del pensiero, dell’economia, eccetera, si comincia a capire che bisogna cambiare per crescere, e crescere per cambiare.
Ho iniziato pochi giorni fa la mia campagna elettorale in Puglia, a Lecce: capitale di un barocco che per me si prolunga sino a Torino e che disegna ciò che l’Europa ha inventato di più bello, quell’autentico inno allo splendore del mondo, che forse abbiamo perduto ma che si può ritrovare. Ciò che per me vi è di più particolare in questa campagna è il fatto che, attraverso la mia candidatura, la Margherita e il centrosinistra lanciano un segnale: il segnale che questo paese sta cambiando, e che bisogna aiutare il cambiamento. Io oggi, ma domani si tratterà di ragazzi e ragazze con genitori di origini indiane, africane, brasiliane, cinesi, figli di coppie miste e non: che definiranno e costruiranno ciò che è un popolo, il nostro popolo italiano. Perché, anche se forse giunto tardivamente in questo paese, oggi mi considero parte di questo popolo: perché in Italia e in Europa noi gente di altri orizzonti non saremo più un popolo a parte ma parte di un popolo.
Certo, il contesto mondiale, la perdita di riferimenti, e il mutare dell’intero pianeta non facilita la gestione di questo aspetto inedito della storia; le tensioni che attraversano l’attuale ciclo storico fragilizzano l’opinione pubblica, inducono al dubbio se non alla chiusura: l’esatto opposto di ciò che è necessario al processo di globalizzazione in corso, vale a dire al dialogo fra popoli e culture.
A Lecce, parlando con ragazzi che studiano all’università ma anche con giovani imprenditori, ho potuto percepire come, pur di fronte a un pessimismo sempre più diffuso, sia presente la voglia di lottare, la voglia di cambiare e di dialogare. In quelle antiche terre, dove lo spirito dell’islam è stato in parte anche uno spirito di conquista, l’esperienza del passato ha reso possibile la simbiosi tra le culture.
Io metterò a disposizione della Margherita e del paese la mia conoscenza del mondo musulmano, insistendo sull’idea essenziale che anche all’interno dell’islam è possibile affrontare laicamente e democraticamente le difficili questioni legate all’integrazione: perché, nella crisi attuale, è indispensabile una politica che si fondi sul vivere insieme.
Già Paul Valéry negli anni ’30, in un suo testo dal titolo Sguardo sul mondo attuale, scriveva: «È nella natura delle cose che i rapporti tra i popoli inizino sempre dal contatto degli individui che sono i meno adatti a ricercare le radici comuni e a scoprire prima di ogni cosa la corrispondenza delle sensibilità. I popoli vengano in contatto inizialmente attraverso i loro uomini più duri, più avidi, oppure i più determinati a imporre la loro dottrina, e a dare senza ricevere ciò che li distingue dai primi. Gli uni e gli altri non hanno come obiettivo la parità degli scambi».

Khaled Fouad Allam


postato da: gdmgorizia alle ore 16:01 | link | commenti
categorie: cultura e pace